Per migliorare la navigazione questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Contenuti del sito e privacy

In questo sito web vengono utilizzati solo i cookies generati dal servizio Google Analytics e dal CMS Joomla.
cookies analytics, sono utilizzati dal gestore del sito web per raccogliere informazioni (in forma aggregata e anonima) sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso in modo da poter offrire un servizio migliore ai visitatori stessi.

Cookies in Google Analytics
Questo sito web utilizza Google Analytics, un servizio di analisi web fornito da Google, Inc. (“Google”). Google Analytics utilizza dei “cookies“, che sono file di testo che vengono depositati temporaneamente sul computer per consentire al sito web di analizzare come viene utilizzato il sito ma non consentono l’identificazione personale degli utenti. Pertanto la navigazione rimane completamente anonima

Le informazioni generate dal cookie sull’utilizzo del sito web da parte Vostra (compreso il Vostro indirizzo IP) verranno trasmesse e depositate presso i server di Google negli Stati Uniti. Google Analytics utilizza gli indirizzi IP per garantire la sicurezza del servizio e indicare ai proprietari dei siti web da dove provengono i loro visitatori (“metodo di geolocalizzazione IP”).

Google Analytics utilizza principalmente cookie proprietari per generare i rapporti sulle interazioni dei visitatori con i siti web.
Potete rifiutarvi di usare i cookies selezionando l’impostazione appropriata sul vostro browser o installando il componente di disattivazione del monitoraggio di Google Analytics.

Ulteriori informazioni sul componente aggiuntivo del browser per la disattivazione di Google Analytics.
Ulteriori informazioni sulla protezione dei dati di Google Analytics.

Come disattivare i cookies
Mozilla Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Attivare%20e%20disattivare%20i%20cookie
Google Chrome: https://support.google.com/accounts/answer/61416?hl=it
Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/windows7/block-enable-or-allow-cookies
Safari (Mac): http://support.apple.com/kb/PH19214?viewlocale=it_IT&locale=it_IT

Modulo Contatti
Il form contatti messo a disposizione sul sito ha il solo scopo di consentire ai visitatori del sito di contattare, qualora lo desiderino, il gestore del sito stesso, inviando tramite il suddetto form una e-mail al gestore. Vi informiamo del fatto che i dati che conferirirete volontariamente tramite il form verranno tramutati automaticamente in un messaggio di posta elettronica che verrà inviata all’indirizzo e-mail sotto riportato ed eventualmente potrà essere conservata all’interno della casella e-mail utilizzata dal titolare del sito.
I dati da voi inviati verranno utilizzati al solo scopo di potervi eventualmente ricontattare tramite i riferimenti lasciati volontariamente nel form contatti per rispondere alle richieste contenute nel messaggio da voi inviato.

Per qualsiasi altra domanda in merito potete contattarci ai seguenti recapiti:

Chiesa Cristiana Evangelica ADI di Bologna
Via Franco Bolognese, 6
40129 Bologna
segreteria@adibologna.it

Contenuti del sito
E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti di questo sito in qualsiasi modo o forma. E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti (compresi i file audio in formato MP3) non autorizzata espressamente dall’autore del contenuto. Per informazioni o richieste sulla pubblicazione dei contenuti di questo sito, potete contattarci tramite e-mail.

Perdonare fa stare meglio e comporta stati emotivi positivi. Gli studiosi hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per misurare l’attività delle diverse regioni cerebrali in un gruppo di soggetti che dovevano immaginare scenari di eventi sociali dolorosi. Veniva loro chiesto di immaginare e immedesimarsi in eventi in cui si subiva un torto: essere traditi dal proprio partner, subire un furto, essere profondamente delusi, e rispondere col perdono o col risentimento, progettando magari una vendetta. Alla fine di ogni scenario i soggetti coinvolti davano un punteggio alle proprie capacità evocative e al livello di sollievo provato in seguito al perdono.

La conclusione è stata che perdonare fa stare meglio come se sciogliesse dei nodi troppo ingarbugliati, altrimenti destinati a stringersi sempre di più. A livello emotivo, si è dunque sperimentato uno stato di liberazione, accompagnato da altri stati emotivi positivi.
Che si tratti di amore tradito o di amicizia offesa, di tradimento o altro, il perdono viene di solito consigliato come una delle migliori medicine per guarire la ferita. Più della vendetta, secondo la maggior parte degli psicoterapeuti, consente di guardare avanti con serenità e superare il trauma. Secondo alcuni studi, ha effetti benefici anche sulla salute, diminuendo i rischi di depressione che derivano dallo stress del continuo rimuginare sull’offesa subita e sulle possibili ritorsioni. Perdonare fa bene innanzitutto a noi stessi, non farlo, invece, permette a chi ci ha fatto del male di continuare a farcene anche a distanza di tempo. Del resto a chi ci ha offeso in un modo o nell’altro sarà del tutto indifferente il nostro rancore come del resto il nostro perdono: perdonare è quindi in definitiva un atto salutare soprattutto per chi lo concede. Mente e cuore, finora barricati su fronti opposti, ora non solo si danno la mano, ma la prima si sottomette al secondo per trarne beneficio: il cervello riesce a trovare pace soltanto se dà ascolto al proprio cuore, alla spinta interiore, al perdono, appunto.

UNA NOTIZIA “VECCHIA” DI DUEMILA ANNI
È troppo forte il rancore, è troppo forte il dolore per riuscire a perdonare. Quanti problemi fisici nascono per la mancanza di perdono: mal di testa, emicrania, malessere, nervosismo, ulceri, notte passate in bianco, tachicardia, ipertensione, gastrite ecc. Perdonare è così difficile. Perdonare è la cosa più semplice da dire, ma la più difficile da attuare, soprattutto quando pensiamo di avere ragione cioè…sempre.
Duemila anni fa, Gesù parlò del perdono come una necessità affinché Dio perdoni noi: “Se voi non perdonate, neanche il Padre vostro, che è nei cieli, perdonerà i vostri falli” (Marco 11:26). Quando non siamo in pace con gli uomini, non lo siamo neanche con il Principe della pace! Odio, risentimento, rancore e rabbia presenti nel nostro cuore, uccidono la nostra fede. Se tali sentimenti vivono in noi, la pace di Dio scompare dai nostri cuori!
Un giorno Gesù raccontò una parabola: “Il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti. Poiché non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato. Il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: "Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto". Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: "Paga quello che devi!« Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me, e ti pagherò". Ma l’altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito. I suoi conservi, veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro signore l’accaduto. Allora il suo signore lo chiamò e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito, perché tu me ne supplicasti; non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?« E il suo signore lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva. Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello».
Ma proviamo a fare un calcolo esatto. Un talento equivaleva a seimila denari. Un denaro equivaleva al salario di un giorno (cfr. Matteo 20:2). Un talento, allora, corrisponderebbe a seimila giorni di lavoro e diecimila talenti a sessanta milioni di giorni o duecentoquarantamila anni di lavoro. Il debito di una persona che guadagna cento euro al giorno sarebbe dunque di sei miliardi di euro. Che cifra astronomica! Gesù ricorre all'iperbole. Esagera per stabilire un concetto. È impossibile che una persona sia debitrice di una somma del genere. E se invece Gesù si stesse riferendo al nostro debito nei confronti di Dio? Impossibile pagarlo, eppure il re condona tale debito: Dio fa lo stesso con quanti chiedono il Suo perdono. Dio perdona l'imperdonabile. L'idea di perdonare non è un suggerimento da parte di Dio; è un comandamento: “Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe” (Matteo 6:14,15). Se non hai ricevuto il perdono da Dio per i tuoi peccati, Lui è pronto a concedertelo. Se lo hai realizzato, perdona chi ti ha fatto del male, anche la tua anima ne beneficerà. Vuoi essere felice per un istante? Vendicati! Vuoi essere felice per sempre? Perdona! Vuoi guarire dal male che hai dentro? Dimentica! Il peso che è sul tuo cuore scomparirà e sarai veramente libero.

Fr. Modugno Domenico